Fungo Prugnolo
Fungo raro presente in buona parte dell'appennino del centro Italia. Miratoio di Pennabilli lo celebra con una famosa Sagra del Fungo Prugnolo da oltre vent'anni.



Fungo Prugnolo

Il Tricholoma georgii è conosciuto anche con altre denominazioni: "fungo saetta", per via della sua innata abitudine a nascere e scomparire in breve tempo, e "fungo di San Giorgio", perché sembra che la sua comparsa coincida con la festa di questo santo, il 23 aprile.

Il prugnolo cresce specialmente in zone alto collinari e montane, ai margini dei boschi, in radure, prati e campi, lungo le siepi o in mezzo agli arbusti e predilige i terreni tenuti puliti dal pascolo degli animali.

Cresce in gruppi numerosi, in cerchi o semicerchi detti "cerchi delle streghe", ha il cappello spesso con i bordi rivolti all’interno, il colore è bianco-crema, le lamelle e le gambe bianche, aroma e gusto di farina. La raccolta del prugnolo, da metà aprile a metà giugno, non è esente da rischi: ricoperto di erba, non è ben visibile e il cercatore è costretto a tastare il terreno con un bastone per evitare spiacevoli incontri con le vipere che, al mattino, se ne stanno accovacciate al sole nei luoghi del prugnolo, immobili, pronte a scattare se vengono molestate sulla testa.

È consigliata la raccolta dei soli esemplari piccoli e ancora chiusi, carichi dell’intensità aromatica che viene altrimenti perduta per effetto del naturale processo di esposizione al sole e di essiccazione.

Molteplici gli impieghi del prugnolo in cucina: sulle tagliatelle, per la preparazione di tartine o frittate, per zuppe molto profumate oppure cotto al forno; inoltre può sostituire gli champignon in molte ricette.


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